La Cosa – 1982

La cosa è un film del 1982 diretto da John Carpenter, tratto dal racconto Who Goes There? di John W. Campbell Jr., e considerato uno dei grandi cult horror-fantascientifici del cinema americano.

Scheda del film

  • Titolo originale: The Thing.
  • Titolo italiano: La cosa.
  • Anno: 1982.
  • Regia: John Carpenter.
  • Genere: fantascienza, horror, thriller.
  • Paese di produzione: Stati Uniti.
  • Durata: 109 minuti.
  • Sceneggiatura: Bill Lancaster.
  • Soggetto originale: racconto Who Goes There? di John W. Campbell Jr..
  • Il Mio Voto: 💀💀💀💀💀 (5/5)

Cast principale

  • Kurt Russell, nel ruolo di MacReady.
  • Keith David.
  • Wilford Brimley.
  • T.K. Carter.
  • David Clennon.
  • Richard Dysart

Trama

La storia è ambientata in Antartide, in una base scientifica americana isolata dal resto del mondo. Un cane proveniente da una base norvegese porta con sé una creatura aliena capace di assumere l’aspetto delle sue vittime, facendo esplodere il sospetto tra i membri del gruppo. Da lì in poi il film costruisce una forte atmosfera di paranoia e isolamento, con i protagonisti che non riescono più a capire chi sia umano e chi no.

Produzione e stile

Il film è noto per gli effetti speciali pratici, ancora oggi molto apprezzati, e per il tono cupo e claustrofobico. È anche ricordato come uno dei lavori più rappresentativi della fase horror di Carpenter. Al momento dell’uscita, fu accolto in modo tiepido, ma col tempo è diventato un riferimento assoluto del genere.

Accoglienza e eredità

Oggi La cosa è considerato un cult e uno dei migliori horror fantascientifici degli anni ’80. La sua forza sta nella combinazione di tensione psicologica, isolamento estremo e creatura mutaforma, un’idea che continua a influenzare film e serie successive.

Gli effetti speciali pratici di La cosa furono creati principalmente da Rob Bottin. Per il film lavorò anche con il supporto di altri tecnici ed effetti meccanici, tra cui Roy Arbogast e Stan Winston, ma il nome centrale è Bottin.

Rob Bottin è uno di quei nomi che dimostrano quanto il cinema possa essere fatto di artigianato puro oltre che di regia e sceneggiatura. Per me, il suo valore sta nel fatto che ha trasformato il trucco e gli effetti pratici in qualcosa di vivo, inquietante e memorabile, non in un semplice supporto tecnico.

Lo associo soprattutto a La cosa, dove il suo lavoro non “mostra” soltanto un mostro, ma costruisce un senso di disgusto, tensione e paranoia che resta addosso allo spettatore. In questo senso Bottin non fa solo effetti speciali: contribuisce a scrivere il linguaggio emotivo del film.

La sua importanza, secondo me, è anche storica. In un’epoca in cui oggi molti guardano alla CGI come soluzione naturale, Bottin ricorda che la materia fisica, il trucco prostetico e l’animatronica possono avere un impatto ancora più forte proprio perché sembrano tangibili.

Se dovessi riassumerlo in una frase: Bottin è il tipo di artista che rende credibile l’impossibile, facendolo sembrare sporco, pesante e vero.